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Shopping Compulsivo: l’irresistibile impulso a comprare

Shopping Compulsivo: l'irresistibile impulso a comprare

Lo shopping compulsivo è un disturbo ossessivo compulsivo caratterizzato dall’impulso irresistibile ad acquistare oggetti per il piacere di avere sempre qualcosa di nuovo. Il piacere si trasforma in seguito in un senso di colpa e vergogna. Questo genera uno stato di tensione crescente, in cui l’unico modo per alleviarla diventa soddisfare il bisogno incontrollabile di comprare oggetti il più delle volte inutilizzati.

Cause dello shopping compulsivo

Lo shopping compulsivo fa parte dei disturbi del controllo degli impulsi. Di solito si presenta in persone giovani che hanno raggiunto da poco l’indipendenza economica. Parliamo di giovani di età compresa tra i 20 e i 30 anni.

Gli acquisti compulsivi potrebbero essere legati al desiderio di colmare un vuoto affettivo. L’acquisto di oggetti materiali può portare ad un appagamento almeno momentaneo. Proprio perché la soddisfazione del nuovo acquisto durerà poco, si sarà pronti entro breve tempo a comprare qualcosa di nuovo.

Le cause dello shopping compulsivo possono essere legate alla presenza di alcune condizioni particolari che possono interessare la sfera psicologica della persone, come disturbi d’ansia, disturbi dell’umore e del controllo degli impulsi, ma anche disturbi alimentari e uso di sostanze stupefacenti.

Shopping normale o shopping patologico?

Generalmente i criteri che indicano l’instaurarsi del disturbo patologico sono:

La preoccupazione e l’impulso a comprare sono percepiti come irresistibili e insensati

  • Comprare frequentemente oggetti inutili, al di sopra delle proprie possibilità economiche per un periodo superiore a quello stabilito
  • La preoccupazione e l’impulso a comprare sono causa di uno stress marcato. Interferiscono significativamente nella vita sociale e lavorativa della persona o determinano problemi finanziari (debiti o bancarotta)
  • Il comprare in maniera ossessiva non si manifesta esclusivamente nei periodi di mania o ipomania

Secondo uno studio effettuato da Christenson (1994), i pazienti ossessivo-compulsivi riconoscono le loro ossessioni o compulsioni come indesiderabili. I “compulsive buyer” invece, descrivono lo shopping, almeno all’inizio, come divertente, eccitante e desiderabile. Solo col passare del tempo cominciano a provare imbarazzo, vergogna e sensi di colpa.
Questo è in linea con la logica secondo cui è il piacere dato inizialmente dall’acquistare a portare gradualmente la persona a non poterne fare più a meno.

Shopping compulsivo: la risposta è nel piacere

Come San Tommaso D’Aquino affermava in uno dei suoi più famosi aforismi: “Nessuno può vivere senza il piacere”. Paura, dolore e rabbia potrebbero apparire argomenti principali di una psicoterapia. Ma anche il piacere, che all’apparenza sembrerebbe un tema al di fuori di tale contesto, ne occupa uno spazio importante. 
Nessun ragionamento riesce a limitare la forza di un piacere travolgente ed è proprio per questa ragione, che spesso un piacere è bramato quanto temuto, come nel caso di questa patologia molto frequente e diffusa ai giorni nostri.
Nel film I love shopping, la protagonista, ad una riunione di “compratori compulsivi anonimi”, dice una frase per certi versi emblematica rispetto a questo problema: “Compro perché, quando lo faccio, il mondo diventa migliore… Ma poi non lo è più e io ho bisogno di rifarlo!”.


Ogni volta che si acquista qualcosa quindi, è sempre la “grande occasione” e la persona va letteralmente in fibrillazione. Ciò che porta a sviluppare una vera e propria “dipendenza da shopping” non è un momento di depressione. Sono proprio le sensazioni piacevoli derivanti dall’atto di acquistare che generano il problema. Come per la protagonista del film: lo shopping diventa una sorta di malattia basata sulla ricerca di piacere. Tale mania spinge a comprare di tutto (abiti, accessori, cosmetici, biancheria, articoli per la casa ecc.), anche se spesso si tratta oggetti inservibili e dei quali non viene percepita alcuna utilità.

 

Shopping compulsivo on line

Oggi viviamo nell’era di internet. Lo shopping compulsivo ha preso sempre più piede grazie ai siti di e-commerce contribuendo ad aggravare il fenomeno dello shopping compulsivo on line.

Ecco le principali caratteristiche che ci aiutano a riconoscerlo:

  • La rapidità di un click e una carta di credito per comprare quello che si vuole
  • La possibilità di comprare articoli e oggetti che si trovano dall’altra parte del mondo
  • La comodità di svaligiare in pochi minuti un negozio on line direttamente da casa grazie al “carrello virtuale”
  • La possibilità di avere a disposizione un fattorino che porta la merce a casa

Anche in questo caso il problema genera grande sofferenza psicologica. La persona sperimenta depressione, sensi di colpa e isolamento. Insorgono anche problemi finanziari ( indebitamento eccessivo, prestiti, rovina)’che causano delle difficoltà  rispetto al prendere coscienza di quanto si spende realmente.

Strategie per affrontare il problema?

La cosa migliore da fare è intraprendere una psicoterapia. La Terapia Breve Strategica ha come obiettivo la risoluzione del problema in tempi brevi. Se necessario si coinvolgono anche i famigliari del paziente.
 Spesso infatti, quando un soggetto manifesta questa forma di dipendenza, la famiglia ne è molto coinvolta e tenta in qualsiasi modo di dissuaderlo a smettere, cosa che però, il più delle volte, ha l’effetto di incrementare in lui ancora di più il desiderio e quindi anche i tentativi di trovare una via di fuga.
L’aspetto innovativo di questo modello di trattamento è la sua capacità di produrre cambiamenti in tempi brevi anche nel caso di disturbi persistenti da anni. 

Un esempio di intervento: trasformare il piacere in tortura 

L’intervento consiste nel trasformare il rituale compulsivo da gradevole in un’esperienza obbligatoria e fastidiosa. Una sorta di “tortura”. Per esempio, suggeriamo alla persona “malata di shopping”, di spendere obbligatoriamente ogni giorno una determinata cifra per i suoi acquisti. Né un centesimo di più né un centesimo di meno, anche qualora non avesse voglia di acquistare assolutamente nulla. La cifra inoltre, dovrà essere il più possibile limitata ed irrisoria, proprio perché, nella sua ripetizione, rende gli acquisti solitamente insoddisfacenti. L’obiettivo è dunque trasformare il piacere iniziale in qualcosa di veramente frustrante, portando così il disturbo alla sua completa autodistruzione.
Come direbbe quindi Emile Cioran: “Un’ossessione vissuta alla sazietà si annulla nei suoi stessi eccessi.”


Naturalmente questi sono solo alcuni esempi di intervento, i quali tuttavia dimostrerebbero come, adattando e costruendo la soluzione terapeutica “ad hoc”, sulla base delle caratteristiche di un determinato problema, sia possibile trattare, in tempi brevi, anche disturbi molto complicati, o addirittura, come nel caso delle patologie in questione, per certi versi nuovi e “sconosciuti”.
L’importante è sempre, in questi casi, porsi di fronte alla patologia in maniera aperta ed elastica, tenendo sempre presente come saranno proprio le soluzioni che costruiremo a permetterci effettivamente di conoscere come i problemi funzionano.