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Dott. Sara Doni |
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Come funziona
La Terapia Breve
Strategica rappresenta una prospettiva rivoluzionaria rispetto alle forme
convenzionali di intervento terapeutico. E’ un modello teorico-applicativo
per la soluzione in tempi brevi dei problemi individuali, di coppia e
familiari, applicabile anche a contesti interpersonali più ampi come quelli
sociali, educativi e aziendali. Si tratta, infatti, di un intervento
breve
(intendendo per “breve” al di sotto delle 20 sedute) che mira all’estinzione
del disturbo presentato dalla persona, nonché al consolidamento dei risultati
ottenuti per il raggiungimento dell’obiettivo più grande: il cambiamento concreto
delle rappresentazioni che la persona ha del proprio problema. La Terapia Breve
Strategica rappresenta, dunque, un intervento radicale e duraturo e non una
terapia superficiale e meramente sintomatica, adatta per quei disturbi
particolarmente impedenti e invalidanti di media o lunga durata. Il modello di
Terapia Breve Strategica si fonda sul costrutto di “Tentata Soluzione”. In
altri termini, chiunque si trovi di fronte a un problema da risolvere, mette
in atto strategie e soluzioni che gli appaiono più idonee o che in passato si
sono mostrate utili. Se queste funzionano, il problema si estinguerà. Se non
funzionano, si tenta ancora di più, intensificando i propri sforzi, dato che
quella o quelle soluzioni ci sembrano ancora le più logiche, più appropriate
e le uniche possibili. Ma più applichiamo questa strategia, più la difficoltà
iniziale sembra non solo non risolversi, ma addirittura complicarsi,
trasformandosi in un
vero e proprio problema. In questi casi sono proprio gli sforzi che si
compiono in direzione del cambiamento a mantenere la situazione immutata,
ovvero: le “tentate soluzioni” messe in atto dal soggetto e dalle persone a
lui vicine per cercare di risolvere il problema finiscono per alimentarlo e
determinare così la sua persistenza. E anche quando arriviamo a riconoscere
questi tentativi di soluzione come disfunzionali, non si riesce a fare
altrimenti, alimentando il circolo vizioso fra tentate soluzioni e problema e
aumentando la sfiducia rispetto alla possibilità di soluzione e cambiamento. Da un punto di
vista strategico, dunque, la ricerca delle tentate soluzioni è un “riduttore
di complessità” che permette di focalizzare l’attenzione non tanto sulle
cause remote del problema (aspetto su cui, peraltro, non si avrebbe alcuna
possibilità d’intervento), quanto su ciò che viene fatto dal paziente e
dall’ambiente circostante e che, anziché risolvere il problema, lo trasforma
in una vera e propria patologia. In quest’ottica, il terapeuta lavorando su
come il problema funziona nel presente, è in grado di individuare le
strategie più idonee a creare una soluzione efficace e duratura. Per raggiungere
questo risultato, nella maniera più rapida ed efficace possibile,
l’intervento strategico deve produrre risultati già a partire dalle prime
sedute avvalendosi di tecniche costruite mediante rigorose procedure. Tali
tecniche, una volta raggiunta la soluzione, costituiranno per la persona lo
strumento con cui gestire e affrontare con successo la propria realtà. |
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