Dott. Sara Doni
PSICOLOGA-PSICOTERAPEUTA

SPECIALIZZATA IN PSICOTERAPIA BREVE STRATEGICA


Studio Affiliato al Centro di Terapia Breve Strategica di Arezzo
Diretto dal Prof. Giorgio Nardone

 

 

Home

 

 

 

 

Sito ottimizzato per la visione in 1024x768

 

Come funziona

 

 

“Ognuno costruisce la realtà che poi subisce”
A. Huxley

 

La Terapia Breve Strategica rappresenta una prospettiva rivoluzionaria rispetto alle forme convenzionali di intervento terapeutico. E’ un modello teorico-applicativo per la soluzione in tempi brevi dei problemi individuali, di coppia e familiari, applicabile anche a contesti interpersonali più ampi come quelli sociali, educativi e aziendali. Si tratta, infatti, di un intervento breve (intendendo per “breve” al di sotto delle 20 sedute) che mira all’estinzione del disturbo presentato dalla persona, nonché al consolidamento dei risultati ottenuti per il raggiungimento dell’obiettivo più grande: il cambiamento concreto delle rappresentazioni che la persona ha del proprio problema.

La Terapia Breve Strategica rappresenta, dunque, un intervento radicale e duraturo e non una terapia superficiale e meramente sintomatica, adatta per quei disturbi particolarmente impedenti e invalidanti di media o lunga durata.

Il modello di Terapia Breve Strategica si fonda sul costrutto di “Tentata Soluzione”. In altri termini, chiunque si trovi di fronte a un problema da risolvere, mette in atto strategie e soluzioni che gli appaiono più idonee o che in passato si sono mostrate utili. Se queste funzionano, il problema si estinguerà. Se non funzionano, si tenta ancora di più, intensificando i propri sforzi, dato che quella o quelle soluzioni ci sembrano ancora le più logiche, più appropriate e le uniche possibili. Ma più applichiamo questa strategia, più la difficoltà iniziale sembra non solo non risolversi, ma addirittura complicarsi, trasformandosi in un vero e proprio problema. In questi casi sono proprio gli sforzi che si compiono in direzione del cambiamento a mantenere la situazione immutata, ovvero: le “tentate soluzioni” messe in atto dal soggetto e dalle persone a lui vicine per cercare di risolvere il problema finiscono per alimentarlo e determinare così la sua persistenza. E anche quando arriviamo a riconoscere questi tentativi di soluzione come disfunzionali, non si riesce a fare altrimenti, alimentando il circolo vizioso fra tentate soluzioni e problema e aumentando la sfiducia rispetto alla possibilità di soluzione e cambiamento.

Da un punto di vista strategico, dunque, la ricerca delle tentate soluzioni è un “riduttore di complessità” che permette di focalizzare l’attenzione non tanto sulle cause remote del problema (aspetto su cui, peraltro, non si avrebbe alcuna possibilità d’intervento), quanto su ciò che viene fatto dal paziente e dall’ambiente circostante e che, anziché risolvere il problema, lo trasforma in una vera e propria patologia. In quest’ottica, il terapeuta lavorando su come il problema funziona nel presente, è in grado di individuare le strategie più idonee a creare una soluzione efficace e duratura.

Per raggiungere questo risultato, nella maniera più rapida ed efficace possibile, l’intervento strategico deve produrre risultati già a partire dalle prime sedute avvalendosi di tecniche costruite mediante rigorose procedure. Tali tecniche, una volta raggiunta la soluzione, costituiranno per la persona lo strumento con cui gestire e affrontare con successo la propria realtà.

Come funziona, anziché perché esiste, è dunque il focus clinico che contraddistingue tale approccio dalle convenzionali forme di terapia. Ciò gli ha permesso di diventare uno dei modelli di terapia più efficaci ed efficienti oggi a nostra disposizione per risolvere problemi psicologici.